I progetti di Connecting People

 

 

 21 Dicembre 2009

 

La mappa* dei progetti di Connecting People e delle organizzazioni socie


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(*La localizzazione è indicativa, i punti segnati sulla mappa non corrispondono all’indirizzo effettivo. L’elenco comprende sia i progetti e servizi a titolarità Connecting People e gestiti da consorzi e associazioni del territorio, sia progetti e servizi a titolarità diretta delle organizzazioni socie.)

Lettera ad Avvenire dopo i fatti di Gradisca

 

 

 19 Dicembre 2009

 

Roma 17 dicembre 2009

LETTERA DOPO I GRAVI FATTI DI GRADISCA
Gentile direttore,
chi scrive è il gruppo dirigente del Consorzio Connecting People, noto alle cronache perché offre i suoi servizi all’interno di numerosi centri per migranti in Italia, tra i quali il Cie di Gradisca. Il pacco bomba che ci è stato recapitato è solo l’ultimo episodio di una escalation che da un anno a questa parte ci vede vittime della rabbia di un’area politica in cerca d’identità e di spazio.
Con gli ultimi due attentati (Gradisca e Milano) si indicano in modo chiaro i soggetti da colpire: coloro che costruiscono cultura e conoscenza, fanno ricerca e si preparano al futuro e coloro che servono l’uomo, a prescindere dal luogo in cui questi si trova e dai motivi che determinano il suo destino.
La questione degli uomini e delle donne migranti è costretta da qualche tempo in una discussione troppo angusta, nella quale prevalgono le ideologie; una discussione nella quale è proprio l’uomo – il fratello nel nome del quale tutti sostengono di muoversi – a scomparire, reificato in un’icona, utile soltanto alla lotta politica.
Nel Cie di Gradisca, come in altri centri, il nostro consorzio è responsabile dell’assistenza medica, dell’assistenza sociale, dell’assistenza psicologica, dell’informazione legale, della mediazione linguistica, delle pulizie e del vitto. Tutto questo, quando le leggi lo consentono, diventa un primo passo verso l’emancipazione e l’integrazione dei migranti in questo nostro Paese.
Ogni volta che diveniamo bersaglio di un attacco, guardiamo increduli compiersi nuovamente il paradosso di questa lotta. Come si può pensare di liberare degli uomini colpendo coloro che hanno scelto di assisterli? Come si può trasformare in una scelta degna di biasimo una chiara opera di accoglienza, orientamento e informazione, tesa a garantire alle persone che migrano condizioni di vita il più possibile dignitose? Come si può affermare che assistere degli uomini e delle donne significhi legittimare l’esistenza di luoghi che dovrebbero sparire, e di politiche repressive e razziste?
Da quando abbiamo deciso di intraprendere il mestiere di operatori sociali, continuiamo a legittimare l’uomo e in questo lavoro non vorremmo mai sentirci soli. Se le urla scomposte e le bombe non trovano nella società civile e nella comunità politica il giusto biasimo, alla fine avranno ragione coloro che temono il futuro più che investire nella sua costruzione.Il terrore non è uno strumento di emancipazione. Chi lo semina, non vuole che si discuta, che si risolvano problemi, che si costruisca un futuro.
Crediamo invece che sia necessario usare il fragore di questi scoppi per dare il via ad un dibattito serio sui temi dell’integrazione; un dibattito che deve aprirsi ai cittadini, perché a fronte di coloro che migrano, nel paese dell’approdo ci sono coloro che accolgono. Migrazione e accoglienza sono due facce dello stesso fenomeno che ci riguarda da vicino, e non interessa soltanto i ricercatori e gli studiosi, ma ogni persona che abbia a cuore il futuro del proprio quartiere, del proprio paese e del mondo in cui viviamo.

La dirigenza del consorzio Connecting People

Registrazione diretta di Connecting Stories da Radio Mater

 

 

 10 Novembre 2009

 

Conduce Giorgio Gibertini
Fonte: www.radiomater.org

foto dal convegno

 

 

 5 Novembre 2009

 

Grande successo del convegno Connecting Stories

 

 

 5 Novembre 2009

 

Roma 30 ottobre 2009

COMUNICATO STAMPA

GRANDE SUCCESSO DEL CONVEGNO CONNECTING STORIES

“Siamo molto contenti di come è andato il Convegno “Connecting Stories: narrazioni e rappresentazioni dello straniero” – ha dichiarato il Presidente Giuseppe Scozzari all’uscita dal Palazzo della Cooperazione e pronto per ripartire per la Sicilia – e ci tengo a ringraziare tutti i partecipanti, dal pubblico che ha riempito la sala fino ai relatori, ai ricercatori ed in particolar modo monsignor Sigalini ed il prefetto Morcone”.

Connecting People, leader in Italia nella gestione della prima e seconda accoglienza dei cittadini migranti, è il primo e finora unico soggetto che ha aperto le porte del Cie e Cara di Gradisca di Isonzo, Brindisi e Cagliari,  a un gruppo di studiosi, OIM, Università di Cagliari, Parsec, Etna, affinché potessero conoscere, direttamente sul campo e senza mediazioni,  le vite degli uomini e delle donne che transitano in  questi centri, analizzare e interpretare i rapporti tra questi centri e le comunità locali: il tutto è stato presentato oggi a Roma.

“Ringrazio personalmente – ha aggiunto Susanna Rognini del Consiglio di Amministrazione del Consorzio – anche il giornalista di Avvenire Toni Mira che ha condotto i lavori con professionalità ma anche intercalando ogni intervento con puntualizzazione ricche di spunti per il futuro”. Lo stesso giornalista Mira si è dichiarato felice di aver conosciuto direttamente la nostra realtà e, intervistato in diretta dal convegno da Radio Mater ha confermato di aver raccolto “alcune dritte interessanti”.

“Concordiamo appieno – ha continuato Susanna Rognini – con quanto detto da sua eccellenza monsignor Sigalini: anche per noi, al centro di ogni legge o strategia di integrazione vi è la persona. Con la Chiesa ci sentiamo di dire che il principio regolatore è l’attenzione all’uomo nella sua persona integralmente”.

Monsignor Sigalini ha poi chiesto ai rappresentanti delle istituzioni, on. Sbai ed on. Gatti, un pacchetto accoglienza dopo il pacchetto sicurezza.

“Un grazie sentito – ha concluso Rognini – anche al prefetto Morcone non solo per la presenza e per la vicinanza che sempre abbiamo riscontrato in lui ma anche per il forte richiamo, che condividiamo, affinché i servizi e le politiche di immigrazione non si pieghino ai soli criteri del consenso”.

Il Consorzio Connecting People è contento di aver offerto a tutti questo contributo e di aver constatato che l’impegno sulla integrazione da noi portato avanti in tutti questi anni è strategico e condiviso per costruire una società del futuro aperta ed accogliente da lasciare ai nostri figli.

Ufficio Stampa: dott. Giorgio Gibertini 3929790464


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